Garzano

Memoria e rinascita sulle colline casertane.

Descrizione

Le prime tracce sono riconducibili dall’epoca romana quando era nota con il nome di Garczanum e Tarczanum, Citata già nella bolla di Senne del 1113 in riferimento alla chiesa San Vitaliano, successivamente di San Pietro Apostolo (nel Trecento), l’attuale chiesa è tardo-seicentesca inizio Settecento. Abitata da monaci benedettini in epoca medievale e, successivamente, quando nel Settecento ebbe luogo il traforo dell’Acquedotto Carolino ad opera di Luigi Vanvitelli. Un borgo che porta con sé la memoria storica della strage nazifascista del 1943, in cui persero la vita 18 persone. Oggi, il paese si presenta come un luogo di pace e riflessione, immerso nel paesaggio collinare, con una comunità che guarda al futuro mantenendo vivo il ricordo del passato.